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Attività del Convento

A T T I V I T A ‘    D E L    C O N V E N T O

Si è già accennato nel raccontare le vicende storiche, al ruolo occupato da questo Convento sia

negli ambiti religiosi, compreso quello diocesano (nel 1774 il Vescovo Mons. Paolino Pace emanò

un Decreto col quale stabiliva che i chierici della sua diocesi facessero in questo Convento gli Eser-

cizi Spirituali obbligatori prima dell’Ordinazione), sia in quello civile.

Specificamente interessa ora come si qualifica nel nostro tempo.

Possiamo dividere in due fasi la presenza dei Frati a Vico: la prima, quando ancora il Convento ospitava fino a 15 sacerdoti; la seconda, quando mano a mano che i membri della comunità diminuivano (c’è stato perfino un momento in cui si era rimasti solo in due).

Nella prima fase i Frati erano presenti con la loro attività apostolica: predicazione, confessioni, ritiri al popolo, in tutte le zone di Vico : Pizzo d’oro al Monte Faito, Arola, Moiano, Patierno, cap-

pelle di Belvedere e di S. Lucia a Massaquano, e Massaquano stessa, mantenuta per 10 anni come

parrocchia affidataci” ad personam”, S. Andrea, Bonea, Chiesa di S. Ciro e Cappella  dell’Addolo-

rata in Vico centro, Cappella di S. Antonio alla Marina… e addirittura si espandevano fino a  Ca-

stellammare di Stabia (in tre Parrocchie), a Torre Annunziata (in due Parrocchie) e Santuario di

Pompei (confessioni).

Nella seconda fase, col diminuire dei  membri della Comunità, si comimciò prima a lasciare i

luoghi più lontani, poi mano a mano le varie parrocchie dei Borghi vicani, fino a giungere ai tempi

attuali, nei quali, come impegno apostolico, è rimasto solo la cura di una cappellania alla Marina

di Equa e l’aiuto, che non si fa mai mancare, alla Parrocchia di nostra appartenenza, San Salvatore

(anche se, nei limiti del possibile, non si nega aiuto a qualche parroco in difficoltà).

Tutto ciò oltre il servizio portato avanti decorosamente nella nostra Chiesa.

Ma oltre l’attività apostolica, il Convento si è sempre caratterizzato per il suo impegno nel sociale.

Specificamente:

I L   C O L L E G I O   S E R A F I C O

Nell’ambito delle Province francescane, il Collegio Serafico svolge l’importante ruolo di prepa-

rare culturalmente e spiritualmente gli aspiranti perché possano professare la Regola di S. France-

sco.

Una prima istituzione di tal genere nella Provincia Salernitano-Lucana sorse nel 1902 presso il Convento di Baronissi (Sa). Nel gennaio del 1910 il Collegio Serafico fu trasferito nel Convento

di Vico Equense ed il giorno 30 dello stesso mese vi entrava il primo fratino.

In un primo momento, soprattutto per l’insegnamento, dato l’esiguo numero dei fratini e le diffi-

coltà organizzative, ci si appoggiò al collegio Sozi-Carafa dei Padri Gesuiti; generosamente questi

si accollarono l’onere di accogliere gli alunni del Collegio Serafico e lo sostennero per molti anni,

finché questi non raggiunsero un numero così elevato da crear loro difficoltà.

Fu allora che la Provincia francescana dovette risolversi per ampliare i locali del Convento di Vico e, nel settembre del 1920, fu approvato un primo progetto di trasformazione dei locali del-

l’antico Noviziato, posti al terzo piano del Convento.

Nel maggio l925, demolito completamente l’antico locale del Noviziato, sulla stessa area, sgom-

berata di tutti i muri divisori, si ricavò un locale capace di 40 letti.

Intanto erano quelli gli anni turbolenti della Storia montenegrina ; molti cittadini riuscirono ad e-

migrare in altri paesi, compresa la nostra Italia: è certo infatti che nel 1926 il nostro Collegio ospitò

due fratini montenegrini: Guglielmo Schiesi e Giuseppe Tagic.

Il primo lasciò il Collegio dopo qualche anno; l’altro completò gli studi ginnasiali e vestì l’abito

francescano, ricevendo il nome di Leonardo (può interessare sapere che arrivato al Sacerdozio, pre-

ferì svolgere il suo apostolato nella sua patria, ove però nel 1945 fu ucciso dai comunisti!).

Molti benemeriti religiosi si dedicarono allo studio e alla formazione umana e cristiana degli alun-

ni che in seguito, sempre più numerosi vi furono ammessi. Ma intanto, a causa proprio di questo no-

tevole incremento di vocazioni, anche questi nuovi locali si resero insufficienti, sicché fu progettato di erigere ex novo una nuova ala del Convento da adibire esclusivamente a Collegio.

L’ opera, iniziata con ammirevole fervore verso la fine del 1929 e portata avanti con grande coraggio, dal M.R.P. Pacifico Capobianco, vide il suo completamento nel maggio l940, con la

benedizione  del Rev.mo P. Leonardo Maria Bello, Ministro Generale del tempo.

Per un certo periodo anche i Padri Carmelitani di S. Maria del Toro e i Padri Minimi di S. Vito

inviarono i propri collegiali nelle nostre scuole.

Ma tutte le cose son destinate a finire; e anche il nostro Collegio vide il suo tramonto: la generale

crisi vocazionale che coinvolse tutti gli Ordini e i nuovi orientamenti pedagogici contribuirono alla chiusura del Collegio nel settembre del 1977, lasciando un grande rimpianto in tutti coloro, docen-

ti e alunni, che ne erano stati animatori.

***   ***   ***

L’ ISTITUTO     SAN     FRANCESCO

Con decreto ministeriale del 30 maggio 1961, veniva ricomosciuta legalmente la Scuola Media

parificata, annessa ad un Convitto di cui, per tutti gli anni della sua durata, fu  animatore, Rettore

e Preside il P. Accursio Memoli.

L’amenità del luogo e lo stupendo panorama che da questo “piccolo paradiso” si può ammirare,

contribuirono forse a far sì che l’istituzione godesse anni di grande splendore. La sua posizione, in-

fatti, che lo immunizzava da ogni distrazione, la finezza e la salubrità di un clima sempre primave-

rile, l’ampiezza e la luminosità dei suoi locali modernamente attrezzati con riscaldamento centrale,

la serietà dei metodi di educazione e di insegnamento, la modicità della retta mensile, accessibile

anche alle famiglie meno agiate, fecero dell’Istituto una delle sedi di studio più ricercate della zona.

Purtroppo, il Convitto non ebbe lunga vita, perché con l’apertura della Scuola Media a Vico cen-

tro venne a diminuire sensibilmente il numero di alunni (si pensi che vi sono stati degli anni in cui

se ne erano avuti oltre cento!) e nel settembre del 1975, dopo poco più di quindici anni di grande prestigio (lo possiamo dire), se ne dové decidere la chiusura.

***   ***   ***

OFS (Ordine francescano secolare)

Una trattazione particolare meriterebbe il discorso sull’OFS perché la sua storia è antica quanto quella del Convento e, purtroppo, come per il Convento, anche per l’OFS ( che allora si chiamava TOF (Terzo Ordine Francescano), non si hanno notizie fino alla soppressione del Convento (forse trafugate anch’esse).

E’ importantissimo però sapere che con il riscatto del Convento (1879), dopo il suo riassetto e la formazione di una comunità costituita, il P. Luigi da Montoro pensò subito al Terzo Ordine: in pochi anni eresse sodalizi in tutta l’area vicana.

Il primo nella parrocchia di S. Ciro il 6 settembre 1883, seguito da Bonea il 22 settembre, Cappel-

la dell’Addolorata il 25 settembre, Massaquano il 13 0ttobre, Pacognano il 14 ottobre, Moiano (se-

zione maschile e femminile) il 29 ottobre, Seiano (sezione maschile e femminile) il 23 novembre.

L’anno successivo (1884), San Salvatore (sezione maschile e femminile) il 13 gennaio, Vescovado il 6 marzo, Preazzano il 23 novembre, Fornacelle il 26 novembre.

Successivamente, il 6 novembre 1886 ad Arola e il 14 giugno 1888 a Ticciano.

Come si può notare, da questo elenco manca proprio la nostra Chiesa; ciò perché essa faceva parte della fraternità di San Salvatore. Ma 50 anni dopo, il 1° maggio 1933, per interessamento del Mini-

stro Provinciale del tempo, M.R.P. Alfonso Romano, fu inviata richiesta alla Curia Vescovile di Sorrento di erigere una fraternità anche nella nostra Chiesa. Il Vescovo, S.E.Mons. Paolo Iacuzio, il 17 dello stesso mese inviò risposta di approvazione, apponendo la semplice condizione che non par-

tecipassero”assaccati” ad alcuna processione. Forse per non disturbare l’ordine stabilito dalla Curia per le varie Associazioni esistenti sul territorio (nell’Archivio del Convento è conservato un docu-

mento nel quale sono determinati i posti da occupare per ogni sodalizio nelle processioni).

Una nota che può essere interessante è che nella formazione dei Consigli non mancavano mai uno o (per lo più) due membri con la mansione di infermiere.

Col passare degli anni tante di queste fraternità sono scomparse e, purtroppo, non si conoscono né i motivi, né le date.

Oggi sono rimaste solo tre fraternità col nuovo titolo di OFS: Ticciano, Fornacelle e la nostra Chiesa, alla quale però appartengono Terziari di San Salvatore, Massaquano, S. Andrea, Moiano e Patierno.

Da diversi anni copre l’incarico di Ministra la signorina Filomena Guida, una Ministra attivissima che sta profondendo tutti i suoi sforzi per cercare di ringiovanire la fraternità.

A noi Frati non resta che augurare a lei ancora lungo e proficuo lavoro per vedere realizzate le sue aspirazioni; a tutta la fraternità che possa riaccendere il fervore dei nostri padri.

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