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Padre Giovanni

PADRE  GIOVANNI

Degno di menzione è il P.Giovanni Ascione che, si può dire, ha consumato i suoi anni in questo

Convento.

   Chi l’ha conosciuto non ha avuto soltanto il piacere di avere contatto con un sacerdote dal cuore

di padre, ma anche di un eclettico artista; si cimentava un po’ in tutto: nella pittura, nella scultura

(con qualunque materiale), nel disegno, nella cesellatura e perfino nella ceramica. E se ciò non

bastasse, si aggiunga anche la poesia.

   Dette così le cose potrebbero indurre chi legge a pensare a tentativi da… principianti. P. Gio-

vanni era sì un tipo riservato e restio a presentarsi in pubblico (in privato però mostrava e spie-

gava a chiunque i suoi lavori), ma quando dietro la spinta di amici, importanti personaggi della

cultura, l’ha fatto, sia pure con una sola opera, ha avuto sempre grande successo: 1° premio di

scultura a Piano di Sorrento; 3° premio ex-equo alla rassegna di poesie (su 127 partecipanti),

con la poesia “Acciso sotto ‘a croce”; segnalazione speciale alla biennale nazionale “G.Rosino”

rassegna di ceramica a Raito (Sa) e, per la scultura, alla X e XI biennale di arte sacra  (spinto da

Emilio Greco!) a Torre del Greco, con scultura di “San Francesco” (X) e “divinità della materni-

tà” (XI).

   D’altronde, chi scrive, riuscì nel 1999 a convincerlo a fare una mostra nei locali della Biblioteca.

   La mostra fu allestita col patrocinio del Comune e inaugurata il 22 dicembre, presenti il M.R.P.

Provinciale P. Giacinto D’Angelo e tutte le autorità di Vico.

   Fu un “successone”! Basta dire che la sua chiusura, programmata per la fine di gennaio 2000,

fu protratta fino alla fine di febbraio 2001. Centinaia di persone si avvicendarono durante tutto il

tempo di apertura: si pensi che nell’apposito registro -conservato nell’Archivio- si contano oltre

400 firme (persone venute anche dal di fuori dei confini della Campania), di quanti hanno voluto

esprimere un giudizio sull’arte di P. Giovanni.

 Ora che P. Giovanni non è più tra noi, ci parlano di lui le sue opere, allestite in un Museo nei

locali del Convento, sì da attirare l’interesse del visitatore, perché, dopo quanto detto, è certo che  nella sua arte c’è qualcosa di veramente  valido da ammirare ed apprezzare!

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